Page 7 - BELLEZZA IN FARMACIA
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Su snack come Pringles, il registro diventa   Veniamo alla cosmetica. Perché è uno dei
          quasi comico:                              pochi ambiti in cui questi segnali diventano
          “Il tubo è rimasto lo stesso, le patatine si sono   immediatamente leggibili.
          trasferite.”                               Il mercato cosmetico italiano mostra un trend di
          “Ormai è packaging con sorpresa: indovina quante   crescita strutturale nel medio periodo, interrotto
          ce ne sono.”                               solo temporaneamente dalla contrazione del 2020.
          Battute, meme, ironia. Ma dietro c’è un dato   Superata quella discontinuità, i consumi sono
          importante: il consumatore oggi osserva,   tornati a crescere con continuità, superando i
          misura, confronta. E quando sente di ricevere   12,5 miliardi di euro nel 2023 e arrivando oltre i
          meno valore, non fa più crociate: semplicemente   16,5 miliardi nel 2024, con stime per il 2025
          cambia.                                    intorno ai 17,7 miliardi.
          Questi commenti raccontano molto più di qualsiasi   Questo andamento, con una crescita media di
          analisi di mercato. Raccontano un consumatore   oltre il 5% annuo negli anni recenti, mostra non
          che non accetta più compromessi silenziosi.   solo la robustezza del settore, ma anche il ruolo
          Che non si fida per abitudine. Che pretende   crescente che le categorie di prodotti di bellezza e
          coerenza tra promessa e realtà.            cura personale continuano ad avere nel paniere di
          La shrinkflation, in realtà, è solo la punta   consumo degli italiani.
          dell’iceberg. È il segnale più visibile di un   Quali sono i fattori che minano la fiducia del
          fenomeno più ampio che sta ridefinendo il   consumatore?
          rapporto tra brand e consumatore.
          Accanto alla riduzione silenziosa delle quantità,   1. Promesse gonfiate e risultati percepiti
          cresce la sensazione che la qualità non sia   come incoerenti
          più quella di prima, che i prezzi salgano più   (Il fattore numero uno, trasversale a tutto)
          velocemente del valore percepito e che     Il primo elemento di rottura della fiducia è la
          l’esperienza complessiva non giustifichi il   distanza crescente tra ciò che il prodotto promette
          posizionamento dichiarato.                 e ciò che il consumatore sperimenta.
          In rete non si leggono solo lamentele sul “meno   Claim sempre più ambiziosi, tempi di efficacia
          prodotto”, ma osservazioni più sottili: prodotti che   compressi, linguaggio pseudo-scientifico: tutto
          rendono meno, assortimenti sempre più confusi,   concorre a creare aspettative molto alte.
          promesse che faticano a trasformarsi in benefici   Quando il risultato non è chiaramente percepibile,
          reali. Il risultato non è la protesta, ma una lenta   la delusione non riguarda solo quel prodotto, ma
          erosione della fiducia.                    si estende alla categoria. Non è una questione di
          Il consumatore non si sente ingannato in modo   efficacia assoluta, ma di coerenza. Il consumatore
          plateale, semplicemente smette di sentirsi   accetta anche un miglioramento graduale, ma non
          accompagnato. Ed è in questo spazio vuoto che   tollera la sensazione di essere stato “convinto” più
          oggi si gioca la partita vera del valore: non vince   che accompagnato.
          chi offre di più, ma chi semplifica, spiega, guida.   È qui che nasce il sospetto, ed è qui che la fiducia
          Chi restituisce senso alle scelte.         inizia a incrinarsi.


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